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Cosa vedere a Fatih Fener e Balat

Cosa vedere a Fatih Fener e Balat

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Redazione Istanbul Turismo

Date

Ago 4, 2022

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Cosa vedere a Fatih Fener e Balat

Vuoi visitare i quartiari di Fatih, Fener e Balat ? Allora, ecco cosa vedere a Fatih Fener e Balat

Le zone di Fatih, Fener e Balat sono sicuramente le più ricche di storia, le più affascinanti e caratteristiche di tutta Istanbul.

Proprio per questi motivi rientrano nella lista dei patrimoni dell’Unesco. Ma nonostante ciò sono visitate da meno dell’1% dei turisti che visitano Istanbul. Com’è possibile una cosa del genere?

Parliamo di 3 quartieri davvero centrali per comprendere appieno la storia e la cultura di questa città, zone in cui i popoli e le religioni si sono nel tempo mescolati e sovrapposti, evidenziando e portando fino ai giorni nostri una straordinaria ricchezza di architetture, di monumenti religiosi, di colori e di prelibatezze gastronomiche.

Cosa vedere a Fatih

 I 3 quartieri si trovano all’interno delle mura della città vecchia, ad ovest di Eminönü e si affacciano sul Corno d’Oro.

Sono zone non propriamente agevoli da visitare se non accompagnati da gente che le conosce, non perché siano pericolose, ma perché non sono assolutamente battute dai turisti e non è affatto facile trovare i monumenti ed orientarsi fra il dedalo di case.

Fatih è da considerarsi uno dei quartieri più “conservatori” di Istanbul, è la zona più osservante dal punta di vista religioso, con al centro il monumentale complesso della Moschea di Fatih.

Passeggiare per le sue strade, nella zona di Malta Çarşı, la zona del mercato, è un’esperienza che non può lasciare indifferenti.

A Fatih oggi vivono per lo più immigrati dalle zone dell’estremo est anatolico, quindi persone molto più attente ai dettami religiosi, ma anche cariche delle loro strepitose tradizioni culinarie regionali, ed è proprio per questo motivo che il quartiere viene ormai accettato come centro gastronomico della città.

E’ qui che bisogna venire per provare i sapori più autentici della cucina turca. Ristoranti o piccoli chioschi specializzati in kebap, pide, sarma, köfte, tutto squisito ed a prezzo molto basso.

Dopo un pranzo o uno spuntino, è possibile raggiungere, se si riesce a trovare, la bellissima moschea di Zeyrek, che in passato era il Monastero Bizantino di Cristo Pantocratore, il secondo più grande edificio del periodo Bizantino, dopo Aya Sofia, ancora esistente ad Istanbul.

La zona di Zeyrek, con le sue case in legno di periodo ottomano antiche di 200 anni, è una delle più pittoresche di tutta Istanbul. Lasciando alle spalle Fatih e dirigendosi verso Fener, incontriamo il quartiere di Çarşamba.

Qui si trova una delle più famose Chiese Bizantine di Istanbul, la Chiesa di Theotokos Pammakaristos, conosciuta oggi come Fethiye Camii, dato che al giorno d’oggi è per metà moschea e per metà museo.

Moschea Şehzadebaşı

La Moschea di Şehzadebaşı, nel quartiere di Fatih, sulla terza collina di Istanbul. Potete raggiungerla a piedi in 5 minuti dalla fermata del tram Laleli-Üniversite, oppure in 15 minuti dalla fermata Beyazıt-Kapalıçarşı, dove si trovano l’ingresso monumentale dell’Università di Istanbul e il Gran Bazar. Volendo, prima di cominciare questo giro potete visitare anche la Moschea di Solimano, che dista una decina di minuti.

La costruzione della moschea di Şehzadebaşı, completata nel 1548, fu voluta da Solimano il Magnifico per onorare il suo primogenito Şehzade Mehmed, erede al trono designato che morì prematuramente (şehzade era il titolo ottomano dell’erede al trono).

È una delle moschee più belle di Istanbul e opera prima del più grande architetto ottomano, Mimar Sinan, artefice anche della moschea di Solimano.

Acquedotto di Valente

Affianco alla moschea di Şehzadebaşı ve ne è un’altra molto più piccola: Burmali Mescit, caratterizzata dal particolare minareto a spirale e dalle quattro colonne bizantine di ordine corinzio che sostengono il portico.

L’edificio moderno dall’altro lato della strada è il Palazzo del Comune di Istanbul, mentre alle spalle delle due moschee e del parchetto, sorge l’imponente Acquedotto di Valente, dal nome dell’imperatore romano che lo completò nel 368.

L’acquedotto trasportava acqua dalla foresta di Belgrado (30 km a nord) ed era ancora in uso in epoca otomana. La sezione visibile oggi ha una lunghezza di circa 800 m e un’altezza di 20 m.

Il Museo di S. Salvatore in Chora

Lasciamoci la moschea alle spalle e imbocchiamo le stradine in discesa fino al Museo di S. Salvatore in Chora (Kariye Müzesi: orario estivo 9-19; 9-16:30 orario invernale; chiuso il mercoledì; 15 TL).

Il termine chora, “campagna” in greco, indica che al tempo in cui la struttura fu fondata agli inizi del V secolo – come sede di un complesso monastico –essa si trovava fuori dalle mura cittadine di Costantino.

Solo qualche anno dopo, infatti, Teodosio II avrebbe eretto la cinta muraria attuale.

La chiesa fu ricostruita più volte nel corso dei secoli e in seguito alla conquista ottomana fu convertita in moschea. Fortunatamente i nuovi occupanti del tempio non distrussero i mosaici e gli affreschi ma si limitarono a coprirli di intonaco, facendo in modo che queste straordinarie opere giungessero fino a noi.

Accanto al museo si trova il ristorante Asitane, rinomato per la sua cucina ottomana. È abbastanza caro ma allo stesso tempo uno dei migliori ristoranti di Istanbul.

Cosa vedere a Fener

Entrati finalmente nel quartiere di Fener, lo storico quartiere greco, le strade cominciano a farsi strette e labirintiche, le pendenze si fanno importanti, ed il rischio di perdersi sempre più elevato.

E’ su questi sampietrini ultra centenari, fra case ottomane colorate, alcune superbamente restaurate, altre impietosamente diroccate, che si respira la storia di Istanbul

Sapevi che Fener è il “Vaticano dell’ortodossia greca”? Fener ospita il Patriarcato di Costantinopoli e la Chiesa bulgara di Santo Stefano, una delle poche chiese prefabbricate in ghisa al mondo. Il patriarcato greco di Fener è ancora la chiesa madre del cristianesimo greco-ortodosso in tutto il mondo.

Chiesa di Santa Maria di Mongoli

Chiesa di Santa Maria di Mongoli è una chiesa ortodossa di Istanbul. È l’unica chiesa bizantina di Costantinopoli a non essere mai stata convertita in una moschea, rimanendo sempre aperta al culto greco-ortodosso.

La chiesa, che di solito non è aperta al pubblico e si trova dietro un alto muro, si trova nel distretto di Fatih, nel quartiere di Fener.

È ubicata lungo Tevkii Cafer Mektebi Sokak, alla sommità di un pendio che domina il Corno d’Oro, e vicino all`imponente edificio del collegio greco ortodosso di Fener.

Cattedrale di San Giorgio

La visita della Cattedrale di San Giorgio, un piccolo gioiello di architettura, ristrutturata intorno al 1720, ma soprattutto di enorme valore simbolico e storico, dovrebbe essere, quindi, una tappa fissa per chi visita la città, ma in realtà non è cosi.

La chiesa custodisce preziose reliquie, fra cui quelle di Sant’Andrea apostolo, considerate il primo vescovo della cittá, quelle di San Gregorio il Teologo, di San Giovanni Crisostomo e di Santa Eufemia.

Inoltre, custodisce un frammento che si dice essere proveniente da una delle (presunte) colonne della flagellazione di Cristo.

Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli

Il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli è il primo fra pari della Chiesa ortodossa orientale. Il Patriarcato si trasferì nella sua attuale sede, la Cattedrale di S. Giorgio, nel 1600.

Dalla sua fondazione la struttura è stata ristrutturata più volte in seguito a diversi incendi.

L’esterno, di impronta neoclassica, non è molto appariscente; l’interno al contrario è decisamente opulente e custodisce mosaici, icone e reliquie bizantine.

E’ una delle cinque sedi principali della chiesa cristiana; in ordine di gerarchia, il patriarcato di Costantinopoli è il secondo dopo San Pietro a Roma, e precede Alessandria, Antiochia e Gerusalemme.

Cosa vedere a Balat

Balat, invece, era il quartiere ebraico, che rimase tale sia sotto i bizantini sia sotto la dominazione ottomana, questo, ancora una volta, a dimostrare il clima di convivenza interreligiosa che ha sempre caratterizzato Istanbul.

 Gli ebrei hanno cominciato a lasciare il quartiere solo a seguito del forte terremoto del 1894, spostandosi in parte nel quartiere di Galata ed in parte emigrando in Israele.

Dopo il 1960 la residua minoranza ebraica benestante di Balat si è trasferita nel quartiere di Şişli, ed il risultato è stata una completa trasformazione del quartiere, che da zona estremamente ricca si è in fretta trasformata in zona di immigrati delle classi sociali più basse.

Panorama mozzafiato su tutto il Corno d’oro

Il quartiere, in cui sono presenti ben 3 sinagoghe (fra cui la bellissima Sinagoga di Arhida, ancora in funzione, e visitabile previo contatto col rabbino), rimane ancora oggi un vero gioiello.

Arrivando sulla sommità di Balat si entra in un parco da cui si può ammirare un panorama mozzafiato su tutto il Corno d’oro.

Chiesa di San Salvatore in Chora

Proseguendo sempre a piedi e col rischio, sempre concreto, di perdersi, si raggiunge la famosa Chiesa di San Salvatore in Chora, oggi conosciuta come Kariye Müzesi.

I suoi magnifici mosaici e i suoi affreschi, non hanno niente da invidiare a quelli di Aya Sofia, anzi sono oggettivamente molto più belli. Si tratta senza dubbio di uno dei più importanti monumenti storici di Istanbul, straordinario esempio della perfezione stilistica bizantina.

Sinagoga di Ohrid

La Sinagoga di Ohrid – fondata nel XV secolo da ebrei sefarditi provenienti dall’attuale Macedonia – è tra le più antiche della Turchia e probabilmente la più bella di Istanbul.

Purtroppo come per tutte le sinagoghe di Istanbul, per visitarla è necessario richiedere in anticipo un’autorizzazione via email o fax al rabbino
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Come arrivare ai quartieri di Fatih , Fener e Balat

Zona: Fener, Balat (opzionale Fatih + Eyüp)
Attrazioni principali: Moschea di Fatih, Acquedotto di Valente, Mura di Costantinopoli, Museo di S. Salvatore in Chora, Patriarcato Greco-Ortodosso, Moschea di Eyüp Sultan, Collina di Pierre Loti
Durata: 7-8 ore circa
Trasporto: a piedi + bus + traghetto (opzionale)
Budget: 15 TL (Museo S. Salvatore in Chora)

 

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Redazione Istanbul Turismo

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