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San Salvatore in Chora ad Istanbul

San Salvatore in Chora ad Istanbul

Written By

Redazione Istanbul Turismo

Date

Ago 10, 2022

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San Salvatore in Chora ad Istanbul

Vuoi San Salvatore in Chora ad Istanbul ? Bene, allora ecco come arrivarci e cosa troverai.

San Salvatore in Chora è una delle chiese più belle che sono state conservate della Bisanzio Cristiana, oggi diventata Istanbul Musulmana.

Si tratta di una struttura che però non è più adibita a luogo di culto, ma che è diventata museo a pagamento, anche per raccogliere il denaro necessario per conservarne gli splendidi tesori che sono custoditi al suo interno.

L’edificio, nato come chiesa ortodossa, è situato nel distretto occidentale di Istanbul, detto Edirnekapı.

Nel XVI secolo la chiesa fu trasformata in moschea dai Turchi Ottomani, e divenne museo statale nel 1958.

L’interno è decorato con mosaici e affreschi, considerati fra le massime espressioni dell’arte bizantina.

Dove si trova la Chiesa di San Salvatore in Chora

Questa chiesa si trova nella parte occidentale della città, all’interno del distretto di Fatih. Più precisamente nella zona conosciuta con il nome di “Edirnekapı“, per via della Porta di Edirne.

Indirizzo: Dervişali, Kariye Cami Sk. No:18, 34087 Fatih/İstanbul, Turchia
Sito web: muze.gov.tr

Innanzitutto vi forniamo le informazioni per la visita a questa splendida struttura:

  • Costo di ingresso: 15 lire turche, ovvero 5€ al cambio attuale;
  • Orario di apertura: dalle 09:00 alle 19:00 in estate, dalle 09:00 alle 16:30 in inverno;
  • Giorno di chiusura: Mercoledì.

Con queste informazioni alla mano riuscirete a pianificare, nel corso della vostra visita a Istanbul, il vostro percorso che vi porterà in quella che è, ad oggi, una delle chiese meglio conservate di tutto il Medio Oriente.

Storia della Chiesa di San Salvatore in Chora

La storia di questo edificio è davvero affascinante come lo sono i capolavori di arte bizantina contenuti al suo interno.

Questo edificio è conosciuto anche con il nome di Kariye Müzesi. La parola turca “Kariye” deriva dal greco e significa “fuori città”.

Documenti storici infatti testimoniano l’esistenza di una cappella fuori dalle mura di Costantinopoli, antecedente al V secolo. Sarà questo il primo nucleo storico di quella che diventerà la Chiesa di San Salvatore in Chora.

Durante l’espansione di epoca bizantina la città cresce e la chiesa viene compresa entro le mura erette da Teodosio II.

Il Periodo Bizantino

Questo luogo assume sempre più importanza durante il V secolo, poiché la corte dal Gran Palazzo di Bisanzio si trasferisce gradualmente nel Palazzo delle Blacherne, in prossimità delle mura.

Infatti nel 536 d.C. l’imperatore Giustiniano ricostruisce l’edificio per svolgere al suo interno le cerimonie religiose di corte.

Nonostante fosse divenuto un luogo importante della città, questa chiesa non è risparmiata durante le “deturpazioni” del periodo iconoclasta.

Dopo questo periodo la chiesa verrà più volte distrutta ma poi sempre ricostruita. L’aspetto attuale si deve alla ricostruzione risalente all’XI secolo.

Il volto odierno della chiesa

Tra il 1077 e il 1081 l’edificio assume la sua odierna conformazione planimetrica.

Anche la maggior parte degli alzati risale a quel periodo, nonostante un terremoto che colpisce Istanbul a inizio XII secolo. Ingenti furono i danni provocati dal sisma e la chiesa necessitò di un’altra parziale ricostruzione.

Il volto odierno della chiesa risale alla ristrutturazione voluta dal grande mecenate Theodoros Metochite.

Inoltre tali lavori coinvolsero anche le decorazioni interne considerate oggi la miglior espressione della rinascenza paleologa.

Il periodo Ottomano

Durante l’epoca dei sultani ottomani, questo edificio venne trasformato in moschea. Nel 1511 il gran visir Atik Ali Pascià iniziò i lavori di conversione al culto islamico aggiungendo il minareto.

Proprio a causa della nuova religione, le decorazioni interne furono ricoperte da uno strato di intonaco, ma per fortuna il sultano Bayezid II non ordinò la loro distruzione.

Tale patrimonio di arte bizantina venne “riscoperto” e restaurato solo nel 1948 dopo la caduta dell’impero, per volontà del Byzantine Institute of America e del Dumbarton Oaks Center for Byzantine Studies.

L’architettura della chiesa

Le mura esterne sono realizzate in laterizio e le ampie finestre ricavate nelle arcate frontali riforniscono di luce naturale l’interno.

Le varie parti dell’edificio sono coperte da una serie di cupole, di cui la più grande misura 7,7 m di diametro.

La grande cupola centrale del naos, così come le altre cinque cupole minori, sono decorate con mosaici che rappresentano l’incarnazione e la salvezza divina.

Mentre all’interno della cappella funeraria paracclésion il tema decorativo ripercorre le vicende legate alla risurrezione di Cristo.

I mosaici

Al nome “chora” in greco è attribuito anche un significato spirituale.

Infatti, questo termine è assimilabile alla figura del “grembo della Vergine”, così come si legge da una stupenda epigrafe a mosaico nel nartèce. Per questo motivo i mosaici interni raffigurano la vita di Gesù e della Vergine Maria.

I mosaici della cupola destra nel nartèce interno ad esempio, mostrano le due figure divine mentre ricevono degli offerenti, raffigurati con i volti del Principe Isacco e sua moglie Melania.

La cupola sinistra invece, raffigura la Madonna col bambino circondata dagli antenati.

Il tema continua anche nei tre mosaici della navata centrale.

Degno di nota è senza dubbio quello sopra la porta principale, in cui Gesù tiene in braccio un bambino che rappresenta “l’Anima della Santa Vergine”.

Gli affreschi

All’interno della cappella funeraria sono conservati dei magnifici affreschi che raffigurano scene dell’Antico Testamento. Senza dubbio quello che colpisce di più è quello dipinto nell’abside centrale.

In questa scena Cristo, posto sopra le porte dell’inferno, risuscita Adamo ed Eva.

L’opera all’interno della cupola non sarà così spettacolare, ma raffigura con estrema eleganza la Vergine Maria insieme a 12 angeli.

Non sappiamo nulla sull’autore di questi inestimabili capolavori, ma gli studiosi suppongono si possa trattare della stessa mano che realizzò i mosaici.

Tale ipotesi è stata avanzata studiando le raffinate geometrie prospettiche utilizzate in entrambe le opere.

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Come arrivare alla Chiesa di San Salvatore in Chora

Ci si può arrivare facilmente camminando dal Bazar delle Spezie, in direzione Nord, oppure scendendo alla fermata Metrobus di Edirnekapi, oppure scendendo alla fermata metro di Topkapi.

 

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Redazione Istanbul Turismo

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